Difficoltà

“Un vero amico non è colui che ti dice di esserlo …ma è colui che nei momenti di difficoltà sarà la tua ombra”


Difficoltà

“Un vero amico non è colui che ti dice di esserlo …ma è colui che nei momenti di difficoltà sarà la tua ombra”

Forse, chi vive in condizioni di difficoltà, di ristrettezze, di reclusione dimostra una diversa sensibilità verso i problemi degli altri, parla di cose che conosce bene, di sofferenze vissute sulla propria pelle. L’ultimo articolo che mi ha inviato Lucia Bartolomeo, e che pubblico con colpevole ritardo, parla dell’amicizia come bene comune, temprata nei luoghi dove non osiamo guardare, dietro quei muri che segnano un pesantissimo confine, ma dove, ostinatamente, l’umanità si rifiuta di arrendersi …e va ascoltata, sempre

Oggi voglio dedicarmi ad un tema che mi sta molto a cuore, l’amicizia. A questo punto mi viene spontaneo chiedermi: cos’è l’amicizia? Secondo me è il sentimento più nobile che possa esistere, molte persone entrano ed escono dalla nostra vita, ma solo i veri amici lasciano un’impronta nel cuore. L’amicizia vera è quella senza compromessi, quella che tutto perdona e comprende ed è proprio nei momenti difficili che si vedono i veri amici, perché quando tutto va bene e tutto fila liscio, nonostante ci sia tanta gente attorno a noi, non si riesce mai a comprendere chi veramente è nostro amico a tutti gli effetti. E’ bello avere delle persone con cui parlare condividendo i nostri momenti di gioia e di tristezza, specie in posti come il carcere dove si è lontani dagli affetti familiari. Sono molti anni che mi trovo reclusa e nel corso del tempo, al passo col calendario, ho avuto modo di conoscere tante persone che come me hanno vissuto lo stato di detenzione. Con alcune di esse ho condiviso una sincera e serena amicizia, donne madri come me con una profonda piaga nel cuore: la lontananza dai propri figli. Non sto parlando di martiri perché non è mia intenzione santificare nessuno, ma parlo di ragazze semplici che hanno sbagliato e stanno pagando il loro debito con la giustizia, ma chi non sbaglia mai? Ragazze che nonostante gli errori commessi hanno un cuore e sono sempre pronte a tendere una mano nei momenti difficili perché essere detenuti non significa automaticamente essere dei mostri privi di sentimenti. Con queste amiche ho condiviso una modesta tavola nei pranzi domenicali, ho trascorso i giorni di festa come il Santo Natale, tra un sorriso e una lacrima, ricordando i pranzi in famiglia, tutti riuniti sotto l’albero quando eravamo a casa assieme ai nostri cari. Amiche che quando ero contraria a festeggiare il mio compleanno fra queste mura e volevo farlo passare come un giorno qualsiasi, mi hanno organizzato una festa a sorpresa, facendomi rimanere senza parole. Amiche con le quali ho pregato durante la celebrazione della Santa Messa recitando il Padre Nostro tenendoci per mano. Ho vissuto molti momenti bui in questo luogo, periodi in cui mi sentivo sprofondare negli abissi più profondi della tristezza, ma grazie a queste persone li ho sempre superati perché non mi hanno mai lasciata sola e sono rimaste al mio fianco, regalandomi il loro abbraccio e condividendo i miei problemi e le mie paure. Tante volte, pur avendo già loro una dura realtà, non hanno fatto pesare a me i loro problemi, ma mi hanno concesso tutto il loro spazio perché avevo bisogno di loro e perché dicevano che i loro problemi erano nulla in confronto ai miei, sapendo la lunga condanna che mi portavo sulle spalle. Fra queste ragazze c’era anche Angela, una ragazza straniera che viveva in Italia già da molti anni, con lei ho condiviso le mie giornate lavorative in officina creativa e anche in sezione eravamo molto unite. Quando la domenica ci riunivamo in qualche cella per condividere il pranzo, insieme ad altre compagne, ho sempre notato la sua garbatezza e mi colpiva tanto il suo modo di fare. Noi altre eravamo già alla frutta e lei ancora a gustarsi il primo piatto con tutta la calma che la caratterizzava …e poi è stata sempre una persona molto altruista, pronta a dare una mano alle compagne che non avevano nulla e lo faceva in silenzio, senza mettersi in mostra e farsi la grande agli occhi di tutte. Angela è uscita da circa un anno dal carcere, avendo pagato il suo debito con la giustizia ed è uscita a fine pena, senza sconti e agevolazioni, era pronta a riprendere in mano le redini della sua vita, ma qualcosa di ancora più brutto si è abbattuto sulla sua vita, la malattia. Un male che arriva in punta di piedi e s’impadronisce dell’intero corpo di una persona, il male del secolo. Oggi Angela sta facendo la chemioterapia e con la sua forza e tenacia che la caratterizzano sta combattendo con tutte le sue forze per guarire da questo male insidioso. Quando era qui , lei era una tra quelle che aveva sempre una parola di conforto e di incoraggiamento nei miei confronti, mi diceva: “Dai Lucia, che quando ci troveremo fuori dobbiamo andare a mangiare i ricci di mare”. Oggi mi sento di dire a questa donna che non deve scoraggiarsi mai, né deve mai arrendersi, ma deve sempre lottare con coraggio e forza di volontà. L’esperienza che sta vivendo, anche se drammatica, la deve concepire come una parentesi della sua vita, un giorno la racconterà ai suoi nipotini e dirà loro che nella vita bisogna saper affrontare le prove più dure e che bisogna trovare sempre dentro di noi l’energia per superare tutte le difficoltà. Angela, amica mia, tu dirai loro che “ce l’hai fatta!” L’amicizia è la colonna portante della nostra vita, essere amici è un vero dono della vita.

Lecce, 19/02/2016                                   Lucia Bartolomeo

Benvenuto e grazie per il tuo contributo