Strage_al_Bataclan

Strage al Bataclan, cui bono?


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Circolano in rete alcune teorie che definiscono la strage al Bataclan come un false flag, teorie molto azzardate in verità, ma che lasciano in sospeso una domanda: “Cui bono”?

Ieri solenne cerimonia a Les Invalides (Parigi), per commemorare le 130 vittime della strage al Bataclan. Presenti tutte le forze politiche francesi, compreso il Front National di Marine Le Pen che invece si era astenuto precedentemente, quando furono ricordate le altre vittime, quelle del giornale satirico Charlie Hebdo, ma ieri non poteva mancare, tutta la Francia si è stretta accanto al presidente Hollande per intonare la Marsigliese che sta ormai diventando quello che in occasioni meno drammatiche si potrebbe definire un “tormentone”

Unica voce fuori dal coro quella di Jean Marie Pieretti, padre di Aurelie, 33 anni, anch’essa caduta quella sera del 13 novembre, che ha accusato lo Stato francese di non aver protetto la figlia dopo l’attentato alla testata giornalistica. Nel frattempo però, il primo ministro francese, Manuel Valls, davanti all’assemblea nazionale, chiede la proroga di tre mesi per lo stato di emergenza scattato il giorno dopo la strage del Bataclan.

Quello che prevede lo stato di emergenza è la possibilità di confino, ovvero imposizione di residenza obbligatoria, nei confronti di quelle persone sospettate di pericolosità per la sicurezza e l’ordine pubblico, non occorre aver commesso reati, basta solo che un cittadino possa essere legato al terrorismo o ad attività criminali. Altri diritti verranno sospesi: le autorità potranno revocare manifestazioni autorizzate senza fornire giustificazioni, per questioni di ordine pubblico e potranno essere effettuate perquisizioni senza mandato anche nei confronti di persone che non hanno commesso reato o che non sono oggetto di procedimenti giudiziari. “La sicurezza è la prima delle libertà. È per questo che altre libertà potranno essere temporaneamente limitate. Tuttavia, sarà fatto in misura strettamente necessaria” ha dichiarato Valls.

In termini assoluti il concetto espresso da Valls potrebbe essere del tutto opinabile: porre delle limitazioni alle libertà in nome di una libertà appare come un’evidente contraddizione, ma verosimilmente il repentino cambiamento nelle regole di vita dei francesi, e degli europei in generale, favorisce la presa d’atto che per il bene comune, per la sicurezza nazionale, dobbiamo rinunciare a quelle libertà civili su cui abbiamo incentrato la nostra società. Va sottolineata una cosa però: da queste disposizioni speciali sono esonerate le forze dell’ordine, i militari, i giudici, i giornalisti e gli avvocati e c’è una questione che lascia spazio ad alcune perplessità: come sottolineato da Jean Marie Pieretti, come mai dopo le strage di Charlie Hebdo non si sono rafforzate, in maniera ordinaria, le misure di sicurezza? Come mai, in barba alle varie intelligence europee questi fanatici dello Stato islamico hanno potuto fare avanti e indietro tra La Siria e l’Europa attraversando tranquillamente i confini di Grecia, Turchia, Italia, Germania, Belgio e Francia? Come mai, a due settimane dai fatti del Bataclan, costoro sono ancora a piede libero? Come hanno fatto a sfuggire alla rete di sicurezza che presumibilmente si sarebbe dovuta stringere intorno ai luoghi dove sono intervenute le forze speciali?

Circola in rete una teoria, piuttosto azzardata a dir la verità, ma c’è qualcuno che parla di “false flag”, come si vede nel video, ovvero attività sotto falsa bandiera, insinuando il dubbio che si sia trattato, in realtà, di una montatura costruita ad arte, per giustificare non solo gli interventi armati in Siria, ma anche l’introduzione delle misure di ristrettezza dei diritti civili.

Difficile prenderla per buona, se è vero che gli attentati sono avvenuti nel pieno centro di una capitale europea, qui non si tratta di discutere sullo sbarco sulla luna, tuttavia alcuni elementi del video lasciano comunque da pensare se poi si verifica che il sito Crisis Cast esiste per davvero ed è specializzato per ricreare eventi di questo genere, a livello altamente professionale.

Difficile, al momento, avere elementi tali da poter esprimere un giudizio oggettivo, ma intanto scopriamo che l’Italia continua a fornire armi all’Arabia Saudita, sospettata di “triangolare” traffici loschi tra Stati Uniti, alcuni Stati europei e gruppi “nebulosi” del mondo Medio Orientale e resta una domanda: “Cui bono” la strage del Bataclan?

Non dimentichiamo che in certe circostanze, avere un nemico, può avere anche un’importanza strategica

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