Rivoluzione_reazionaria

La rivoluzione reazionaria del giovane Renzi


Rivoluzione_reazionaria

Il nuovo che avanza, il neo rinascimento di cui tanto parla Renzi, in realtà è una vera e propria rivoluzione reazionaria

Il “nuovo” non è necessariamente sinonimo di positività, chiedete a un oncologo cosa sia una neoplasia, ma sembra che a tutti i costi ci vogliano convincere che sia così ed ecco che Renzi, in pieno delirio di onnipotenza, si sforza in tutti i modi di imporci la sua improbabile rivoluzione reazionaria che pagheremo cara.
E’ di ieri l’ultima trovata del nostro prestigiatore-premier: 80 euro per 3 anni alle neo mamme con un reddito inferiore ai 90 mila euro l’anno. Sorvolando sul fatto che in Italia il tasso di disoccupazione ha raggiunto oramai livelli insostenibili e che le donne, insieme ai giovani, sono le più penalizzate nel mondo del lavoro la domanda che molti si fanno è: “Ma da dove li piglia tutti ‘sti soldi”?
Ma dalle nostre tasche naturalmente, come già avevano detto in molti, e se qualcuno avrebbe potuto parlare di disfattismo e di scarsa fiducia nella politica di Renzi, questo video dovrebbe aiutare nel fornire uno spaccato della drammatica realtà: a Ittiri, un Comune del sassarese, i cittadini sono scesi in piazza contro le tasse locali, bruciando le cartelle esattoriali o rinviandole al mittente all’interno di un sacco nero per la spazzatura. Il servizio, che è andato in onda oggi su Videolina, è sicuramente emblematico e non meraviglierebbe il fatto che proteste simili si ripeteranno in altre piazze italiane.
E’ evidente che quei 4 miliardi di tagli alle Regioni ricadranno direttamente o indirettamente sulle spalle dei cittadini; è pur vero che anche le stesse Regioni siano fonte di sprechi e di cattiva gestione del denaro pubblico, ma è altrettanto vero che i vari governatori, sindaci e assessori difficilmente rinunceranno ai propri benefici, forse qualche taglio “di facciata”, ma il gioco è semplice: le tasse continueranno a salire, i cittadini infuriati si rivolgeranno alle autorità locali e queste diranno che non sono responsabili delle decisioni del governo fino a fiaccare la volontà delle proteste.
Nel frattempo però, la rivoluzione reazionaria di Renzi continua inesorabile il suo percorso devastante: abolisce l’articolo 18 e contemporaneamente promette sgravi fiscali per tre anni alle imprese che assumono a tempo indeterminato. In altre parole favorisce le assunzioni ed i licenziamenti nello stesso tempo, una bella contraddizione in termini.
Intanto i media evitano di dare risalto al fatto che nei primi mesi del 2014, da quando cioè Renzi è a capo del governo, il rapporto deficit-pil non sarebbe del 2,2%, come da lui stesso dichiarato, ma bensì di un ben più pesante 3,8% con conseguenti ricadute sullo spread che aumenterà il debito pubblico portandoci sull’orlo del collasso finanziario come è accaduto in Grecia.

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