BRICS_Europa

Mentre l’Europa pensa ad altro i Paesi del BRICS si istituzionalizzano

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Mentre l’Europa si divide sulla Grecia, le quote immigrazione e i muri alle frontiere i Paesi del BRICS si istituzionalizzano

Presa dai propri problemi interni l’Europa sta sottovalutando l’importanza del BRICS, un grave errore visto che a breve potremo trovarci a fare i conti con una nuova realtà geoeconomica di carattere mondiale. Dopo la conferenza di Ufa (Russia centrale) dei 5 Paesi aderenti all’area BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in concomitanza con la riunione dell’Unione Economica Euroasiatica e quella della Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO), gli accordi economici, e anche quelli legati alla sicurezza di tutta l’area asiatica, il progetto di cooperazione avviato nel 2010 si è istituzionalizzato.

I risultati finali del summit di Ufa si possono riassumere nei seguenti punti essenziali:

  • entra in vigore la nuova Banca di Sviluppo del BRICS con un capitale di 100 miliardi di dollari congiuntamente al Contingent Reserve Arrangement (CRA), anch’esso con 100 miliardi di capitale a disposizione, che rappresenta un fondo di riserva per tamponare eventuali destabilizzazioni monetarie e delle bilance di pagamento degli Stati partecipanti.
  • La Banca di Sviluppo, è importante sottolinearlo, si impegna a collaborare con altre istituzioni finanziarie coinvolte negli stessi obiettivi, in particolare con l’Asian Infrastrucure Invesment Bank (AIIB), promossa dalla Cina che vede già una grande partecipazione positiva anche da parte europea.

  • Gli impegni della Banca di Sviluppo mette in campo “The strategy for Brics economic partnership” il quale prevede l’avanzamento nella cooperazione in tutti i settori dell’economia e della società, in particolare nelle relazioni sud-sud impegnandosi nella promozione dei grandi progetti strutturali e di sviluppo sostenibile anche in altri Paesi emergenti o in via di sviluppo, una cinquantina sono già avviati

  • Sul piano strettamente monetario e finanziario le Banche di Sviluppo dei Paesi aderenti al BRICS si coordineranno attraverso quello che viene definito un Financial Forum dove verranno definiti i nuovi accordi relativi ai sistemi di pagamento e ad un meccanismo di cooperazione interbancaria che preveda l’utilizzo di “linee di swaps” ovvero trasferimenti di liquidità immediata per fare fronte all’eventuale impatto negativo delle politiche monetarie attuate da Paesi che emettono valuta detenuta anche presso altre riserve come l’euro e il dollaro.

Date queste premesse è evidente come l’attuale egemonia del dollaro, e dell’euro, trovino una realtà nuova con la quale fare i conti. Tanto per citare alcuni numeri:

  • Gli attuali Paesi del BRICS occupano il 30% del Pianeta, il 43% dell’intera popolazione mondiale e il 21% del Prodotto Interno Lordo
  • La sola produzione agricola rappresenta il 45% del totale mentre, per quanto riguarda la produzione di merci e servizi si attesta rispettivamente al 17,3% per le prime e il 12,7% per i secondi con un PIL totale di 32 trilioni di dollari che è aumentato del 60% rispetto alla data della loro costituzione (2010)

  • In conclusione l’istituzionalizzazione del BRICS rappresenta, per gli Stati Uniti e per quella parte degli Stati occidentali che dipendono dalle sue decisioni, una minaccia ben più grande di quella militare e questa potrebbe essere una delle ragioni per le quali sia stata scatenata la crisi ucraina, appoggiata e finanziata dalla CIA. Ad ogni modo il vero banco di prova avverrà nel 2016 quando la Cina siederà alla presidenza del G20 e vedremo come l’Europa, o quello che resterà di essa, sarà in grado di valutare

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