La_principessa

La principessa, di Rossana Elia


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La principessa, un breve apologo di Rossana Elia sull’inspiegabile mistero dell’amore e della felicità

Non ci sono porte che non possano essere aperte dalla fantasia, ne sanno qualcosa le sartine di Made in Carcere che dalla Casa Circondariale di Lecce arricchiscono questo blog con i loro racconti, le loro storie di vita vissuta all’interno di gelide mura che tengono prigionieri i loro corpi, ma il “pensiero vola”, come dice Rumyana dalle pagine del Quaderno di Lucia.

Questo è un breve apologo, La principessa, sull’insondabile mistero dell’amore e della felicità, una riflessione di Rossana Elia, raccontata come una novella

Un giorno, in un castello incantato, una principessa diede l’ordine di “poter aver tanto, più di quanto già non avesse”: soldi, gioielli e tanto potere da riuscire a dominare anche il cuore di un uomo. Un giorno ordinò ai suoi servi di avere la festa più bella che si potesse avere e così fu. Arrivò il grande giorno, si aprirono i potenti portoni del castello ed iniziarono ad entrare gli invitati come tante formiche. Lei era felice ed orgogliosa pensando che tutti la rispettassero, ma non sapeva ancora che quel rispetto era legato solo al suo potere di principessa e mentre si aprivano le danze, nella grande sala entrò un uomo con addosso solo carte e stracci. Un servo lo bloccoò e la principessa chiese cosa ci facesse in un castello frequentato solo da re, regine e principesse e lui rispose che era solo in cerca di un pezzo di pane. Lei rispose: “Buttatelo fuori questo pezzente” e mentre si avvicinava a lui, lentamente, gli ordinò ti togliersi il mantello fatto di stracci e lui, con molta dolcezza, scoprì il capo mostrando i suoi capelli neri come il carbone e i suoi occhi azzurri come il cielo, ma tristi come la notte. La principessa, come per incanto, rimase accecata dalla sua rara bellezza e ordinò ai suoi servi di farlo mangiare, bere e di farlo lavare e vestire come un principe. Come in una fiaba venne trasformato da un brutto cigno in un bellissimo principe. La principessa se ne innamorò perdutamente e chiese al suo adorato di restare nel castello a regnare insieme a lei, ma l’uomo si guardò intorno e disse: “Grazie, ma non appartengo a questo mondo di ricchezza, il mio è un mondo fatto di piccole cose, ma di tanta felicità e amore”. Girò le spalle e sparì lasciando la principessa nella disperazione e nella solitudine. Per molti giorni e molte notti pianse disperata pensando a quell’uomo dagli occhi azzurri, fino a quando si ammalò e, mentre stava per morire, pronunciò le sue ultime parole piene di dolore: A cosa serve avere la ricchezza quando il cuore di un nobile non si può dominare? Non serve essere principesse per capire che il vero amore è custodito dentro il nostro cuore”. E così andò via, morendo senza aver conosciuto la felicità di un amore non vissuto, l’amore per un pezzente

Rossana Elia   Lecce, 13/12/2015

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