Lavoro_e_dignità

Lavoro e dignità di Lucia, Adina, Cinzia, Rosa e Gloria, le sartine di Made in Carcere


Lavoro_e_dignità

Posso solo introdurre brevemente questa lettera inviata da Lucia, Adina, Cinzia, Rosa e Gloria, le sartine di Made in Carcere dicendo che è inutile ogni ulteriore commento, dentro, come fuori dal carcere, solo il lavoro è la via più breve che garantisce a tutti dignità

Pubblico come è giunta, senza bisogno di aggiungere altro

Siamo 5 detenute, Lucia, Adina, Cinzia, Rosa e Gloria e abbiamo l’onore di rappresentare il “Made in Carcere

Lavoriamo nell’officina dell’istituto e ognuna di noi, oltre al privilegio, si sente fortunata. Anche noi abbiamo un progetto: riuscire a far crescere sempre di più questo marchio per dare la possibilità a molte più di noi di entrare a far parte di questa realtà e ingrandire questa grande famiglia. Per tutte noi, oltre ad essere una fonte di sostegno economico, è anche un riscatto morale e di auto stima e ci dà la dignità di essere indipendenti, soprattutto è un’evasione al trascorrere delle ore tutte uguali e dalle giornate che passano lente.

Una mattina è venuta la nostra titolare, Luciana Delle Donne, accompagnata da due signori con in mano un vassoio di dolcetti. Per tutte noi una ventata di libertà che spesso Luciana ci regala: vedere dei sorrisi in questi posti sono sempre delle pillole di felicità e così questi signori incuriositi dai nostri prodotti ci hanno posto due domande e, molto simpaticamente, ci hanno detto che erano lì per due ragioni: volevano sapere se era vero che “esistiamo”! Abbiamo risposto con dei sorrisi: “Si esistiamo, siamo vere!” Che bella sensazione!

La seconda domanda è stata: “Perché i vostri lavori devono essere scelti?” La risposta più spontanea sarebbe stato dire: “Perché sono belli”, ma noi possiamo fare molto di più, possiamo raccontarveli. Ve ne elenchiamo alcuni sperando che riusciate a vederli con i vostri occhi ogni singolo capo nelle nostre mani, giocando con i colori. Per molti sono solo dei pezzi di stoffa di scarto, ma quando arrivano nelle nostre mani si animano e come per magia diventano una shopper bag o un grembiule, una doppia faccia o una cartelletta, forse un braccialetto …meglio un’inquadrata!

10, 100, 1000 forme diverse, nelle nostre mani tutto si trasforma e quanta soddisfazione crearle! Non siamo delle sarte professioniste, le nostre cuciture non sono perfette, ma sono fatte con tutto il nostro impegno e la voglia di migliorare. Immaginare che i nostri prodotti gireranno nel mondo al posto nostro è come un grido per far sentire la nostra voce là dove non può arrivare e dire: “Noi esistiamo!” Un giorno, quando girando per strada troveremo un prodotto “Made in Carcere”, l’acquisteremo anche noi perché sapremo di contribuire ad un progetto e a dare un’opportunità ad altre donne, di dare una svolta alla loro vita come oggi l’abbiamo avuta noi. Ringraziamo il blog che ci segue a darci la voce per farci conoscere e proseguire questo percorso nell’attesa di far parte presto anche noi a contribuire e a far arrivare sempre più lontano il nostro Made in Carcere. Ognuna di noi uscirà un giorno di qua con due valigie e in una porteremo questa esperienza di lavoro, l’aver imparato un mestiere nobile e la certezza di saper trasformare anche la nostra vita in una migliore. Siamo tenaci, ostinate e pronte a migliorare. Dalle sartine del Made in Carcere un abbraccio a chi, come noi, crede in questo progetto.

Benvenuto e grazie per il tuo contributo