La_vita_è_bella

La vita è bella, di Rumyana Radeva


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La vita è bella e se lo dice Rumyana, che vive in uno stato di detenzione nel carcere di Lecce, abbiamo ragione di crederlo anche noi.

Breve premessa: questo blog, in linea con gli obiettivi dell’associazione per la tutela dei diritti di tutti i cittadini, Forza dei Consumatori, ha assunto l’impegno di entrare nello specifico delle problematiche che ruotano intorno al “mondo delle carceri”. Esatto, parliamo di un mondo parallelo con le sue regole precise, quelle dettate dalle istituzioni e quelle tacite, non scritte, che adottano i detenuti per non soccombere, umanamente, alla privazione più grande di tutte, quella della libertà, ma, se è pur vero che chi sbaglia debba porre rimedio ai propri errori, e il carcere è uno degli strumenti con i quali si bilancia questo contrappeso, è anche vero che, come impone l’art. 27 della Costituzione, il suo compito primario sia quello di “tendere alla rieducazione del condannato” (cit.) e soprattutto che le istituzioni si facciano carico della tutela della dignità delle persone detenute. Scontare una pena è il prezzo che si paga alla società in termini di privazione, ma dal momento in cui si avvia questo processo di “rimborso”, oltretutto in forma coercitiva e quindi senza la possibilità di venir meno a quanto stabilito dalla legge, si assume che il condannato sia già lungo la strada della remissione del debito. Volente o nolente, visto appunto che è detenuto, ha iniziato a pagare

Ma così non è perché su una popolazione censita di 52.636 detenuti in Italia (dati aggiornati al 30 novembre 2015 dal ministero della Giustizia) quelli che svolgono una qualunque forma di attività lavorativa sono appena il 20%. Certo, si potrebbe obiettare che a fronte della generale disoccupazione che affligge in nostro Paese preoccuparsi delle percentuali nell’ambito carcerario è forse inopportuno, ma in un quadro di economia generale va tenuto in conto un altro fattore importante, quello della cosiddetta “recidiva” che, secondo cifre approssimative, è di circa il 19% in caso di pene alternative alla detenzione contro il 68% nei casi contrari (dati DAP del 2007). Questi dati, secondo uno studio de Il sole 24 ore, dimostrano che per ogni singolo punto di diminuzione del fenomeno si ha un risparmio annuo di circa 51 milioni di euro, soldi che potrebbero essere utilizzati per la creazione di nuovi posti di lavoro a beneficio dell’intera società, senza contare i danni aggiuntivi causati da chi, una volta uscito dal carcere, torna a delinquere, a volte obbligato dalla impossibilità di reinserirsi adeguatamente nel tessuto sociale. In un quadro così poco incoraggiante le parole di Rumyana Radeva assumono un significato del tutto particolare, lei ci dice che, nonostante tutto, la vita è bella, le sue parole attestano una grande forza di volontà e voglia di riscatto anche dove le istituzioni sono assenti limitandosi alla sola “punizione” del reato

La vita è bella

E’ notte, sono le ore 2:00, i miei pensieri volano e non mi lasciano in pace, inseguono il mio sonno. Intorno a me è silenzio, c’è solo il fruscìo di una pioggia tranquilla fuori che mi fa compagnia. Tra pochissimi giorni uscirò da questo brutto posto, il mio cuore batte forte. Nella mia testa girano tanti pensieri perché a breve si chiuderà una pagina della mia vita passata fra queste mura. Una pagina come quella di un romanzo perché la nostra vita è proprio come un libro, una storia con belle e brutte avventure, ma questa pagina in particolare racconta di tanti giorni difficili e amari. Molte persone dicono che una volta uscite da qui non vogliono ricordare la vita passata qui dentro, questo è impossibile, non credo si possa mai dimenticare questa esperienza perché fa parte del nostro romanzo, non si può cancellare neanche un rigo perché in ogni caso e in ogni circostanza la vita è sacra. Il destino ha messo a dura prova la mia vita e nelle situazioni di difficoltà si pesa la forza di volontà, l’intelligenza e il sentimento. Qui dentro i giorni sembrano tutti gli stessi, ma in realtà non è così perché anche in un quadro dai colori grigi ci sono delle sfumature. Ringrazio Dio per avermi dato tanta forza di spirito perché attraverso di essa posso andare avanti. In questa vita grigia i giorni sono diversi ed emozionanti a loro modo. Qui è un luogo con persone con l’etichetta, si dice siano “pericolose”, però fra loro esiste un rispetto. Quando arriva una nuova giunta in istituto, anche se sconosciuta, c’è molta solidarietà fra compagne e ci si dà da fare per procurarle le cose di prima necessità. Quando qualcuna esce, anche per andare ai domiciliari, siamo tutte contente perché si apre la porta della libertà e un giorno toccherà anche a noi. Si sente un’aria di gioia e di speranza e si fa un rituale che è la “battitura sui cancelli” unita alle voci che gridano: “Fuori Fuori” …tutto meravigliosamente emozionante. Quando una compagna piange viene la tristezza a tutte, quando c’è allegria si canta, una vita fra queste mura emozionante a modo suo, ma una vita vera e non di facciata. I miei pensieri torturano il mio cervello e il cuore batte sempre più forte pensando alle donne che sono qui dentro. Qual è il sentimento che nutro per loro? Dispiacere sicuramente perché loro hanno una dignità e combattono con forza per un domani migliore perciò mi sento di dire che nei loro confronti nutro un grande rispetto e le ricorderò sempre, ricorderò il loro dolore e anche i loro sorrisi. La verità è che queste donne non le inconterò più nella mia vita, ma desidero per loro che trovino la giusta strada per vivere, io le porterò dentro di me e nei miei ricordi per sempre. Ancora è notte e la pioggia continua a cadere, lenta e tranquilla, i miei pensieri inseguono il sonno, intorno a me è silenzio, solo qualche volta si sente qualcuna che piange nel sonno. Tra pochi giorni la mia condanna finisce, con lei chiudo questa pagina della mia vita, una storia triste, amara ma vera. Da qui uscirò più forte e a testa alta, pronta per ricominciare. Già ho trovato tante risposte alle mie domande, i pensieri non si fermano mai. Un nuovo giorno sta per arrivare con nuove speranze e desideri. Ho pensato tanto in questo periodo di reclusione e ho capito anche quanto le nella vita, piccole cose siano importanti adesso sono pronta a ritornare e a proteggere la mia famiglia. Sono felice ancora, i miei pensieri volano e cercano le risposte, ma c’è ancora un’unica domanda: “Che cosa mi ha preparato il destino?” Io non ho paura, sono forte per tutto …la vita è bella

Lecce, 05/12/2015   Rumyana Radeva

 

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